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DANNO BIOLOGICO ~ SUBITORISARCITI.IT
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DANNO BIOLOGICO

DANNO BIOLOGICO

All’ interno della categoria di danno non patrimoniale trovano sistemazione varie voci di danno, tra cui, in primo luogo, il danno biologico (o danno alla salute), formula con la quale si designa l’ipotesi della lesione dell’interesse, costituzionalmente garantito (art. 32 della Costituzione), all’integrità psichica e fisica della persona.

La definizione del danno biologico è ormai certa in quanto esplicitata dal legislatore all’articolo 138 del cosiddetto codice delle assicurazioni: “la lesione temporanea o permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito”.

Il danno biologico, dunque, “può essere definito come qualsiasi alterazione, in rapporto causale con il fatto dannoso, di natura temporanea o di natura permanente, dello stato di salute fisica e/o psichica della persona che le impedisce di godere della vita nella stessa misura in cui ne godeva prima dell’evento, indipendentemente da qualsiasi riferimento alla capacità produttiva del soggetto. La tutela della salute non può essere intesa in senso esclusivamente biologico ma va considerata come bene strumentale necessario alla protezione ed allo sviluppo della personalità dell’individuo”

Dunque, la sentenza della Corte Costituzionale n. 184, 14 luglio 1986 ha stabilito definitivamente che il danno alla persona deve individuarsi non più soltanto nelle conseguenze economiche o afflittive della lesione personale ma, piuttosto, nella lesione in sé e per sé considerata.

I possibili contenuti del danno biologico possono essere :

– modifica dell’aspetto esteriore della persona;

– riduzione dell’efficienza psicofisica, intesa in una ridotta possibilità di utilizzare il proprio corpo;

– riduzione della capacità sociale, ossia dell’attitudine della persona ad posizionarsi nel consorzio umano in virtù della sua vita di relazione con gli altri;

– riduzione della capacità lavorativa generica, ossia dell’attitudine dell’uomo al lavoro in generale;

– perdita di chances lavorative intesa come possibilità di godere di future opportunità professionali;

– maggior fatica nell’espletamento del proprio lavoro, senza perdita di guadagno;

Di conseguenza  nel danno biologico si evidenziano  due componenti, una di natura strettamente psico-fisica, l’altra che influisce sulle attività relazionali del soggetto.

Necessariamente nel calcolo del danno biologico devono considerarsi entrambe queste componenti.

Ne consegue che il danno biologico, deve necessariamente essere personalizzato,al fine di meglio valutare l’ impatto del danno subito  sugli aspetti della vita di relazione di ogni singolo soggetto nelle sue proprie caratteristiche individuali.  Quindi mentre le tabelle elaborate dai tribunali sono solo il  punto di partenza  per la valutazione del danno biologico solo la personalizzazione del danno  caso per caso puo’ compiutamente risarcire il danneggiato.
Medesimo approccio nelle ipotesi previste dal codice delle assicurazioni, ove nel caso la menomazione accertata incida in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali, l’ammontare del danno determinato ai sensi della tabella unica nazionale può essere aumentato dal giudice sino al trenta per cento (art. 138 comma 3 codice delle assicurazioni)

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